Ciò che viene avanzato e lasciato sul piatto per Spoerri diviene il materiale perfetto per le sue opere. Le rimanenze e i rifiuti ottengono così una nuova vita, un nuovo ruolo in una società che prima li vedeva solo come mera spazzatura.
Daniel Spoerri nasce in Romania nel 1930. Durante il periodo della seconda guerra mondiale, più precisamente nel 1942, il padre viene trucidato dai nazisti e Daniel, insieme al resto della famiglia, è costretta a fuggire e trovare rifugio in Svizzera, presso uno zio. A Zurigo inizia a studiare danza e conosce il primo artista di rilievo, Jean Tinguely, con cui instaura un rapporto di amicizia. Negli anni Cinquanta frequenta dei corsi di danza a Parigi e si avvicina al campo della poesia. Decide di trasferirsi definitivamente nella città francese nel 1959 ed è qui che entra in contatto con i più importanti nomi della scena artistica europea del momento, iniziando così a realizzare i suoi primi lavori artistici.


Nel 1960 è firmatario del manifesto del Nouveau Réalisme, uno degli ultimi movimenti artistici che si dichiarano sotto un unico nome e che esprimono i caratteri della loro poetica attraverso un documento scritto e firmato dai suoi esponenti, pratica che si era diffusa nei primi anni del Novecento con le avanguardie storiche (Futurismo, Dadaismo, Surrealismo) e poi caduto in disuso negli anni ad avvenire. Sotto la guida del critico Pierre Restany, il movimento raccoglie a sé, oltre a Spoerri, altri nomi importanti come Arman, Yves Klein, Christo, César, Tinguely, e può in qualche modo essere considerato il corrispettivo francese del New Dada, cui i massimi esponenti erano Jasper Johns e Robert Rauschenberg, attivi negli stessi anni. Nonostante le varie differenze di stili tra i vari artisti, essi vengono accomunati da alcune caratteristiche che possiamo sintetizzare nella poetica dell’oggetto. Ispirati dal padre di tale ricerca artistica, Marcel Duchamp e i suoi ready-made (non a caso il movimento americano si chiama New Dada, proprio a richiamare il movimento avanguardistico associato a Duchamp), gli artisti di tale periodo operano in maniera differente ma tutti prevalentemente su oggetti d’uso comune. I nuovi realisti vanno, infatti, alla ricerca di prodotti industriali, di rifiuti che sono stati scartati dalla società di consumo di massa per ridare nuova vita a tali oggetti attraverso un riutilizzo e la trasformazione di essi in opera d’arte, non rappresentando la realtà attraverso altre forme ma presentandola semplicemente per quella che è. Vediamo dunque ad esempio le compressioni di César, gli accumuli di Arman, i packages di Christo.


Daniel Spoerri in tal senso inizia a creare degli assemblages che hanno come protagonisti principalmente gli scarti del cibo. Le sue opere possono essere considerate come dei veri e propri tableaux vivants che l’artista racchiude nello specifico sotto il nome di tableaux-pièges (Quadri-trappola) dove, su delle tavole di legno, vengono incollati vari oggetti quali ad esempio rimanenze di cibo, fazzoletti sporchi e mozziconi di sigaretta. A tal proposito l’artista dichiara: “Io non faccio che mettere un po’ di colla su degli oggetti; non mi permetto alcuna creatività” rimarcando la volontà poetica di prendere oggetti d’uso quotidiano e di presentarli così come sono senza apporre nessuna particolare modifica. Le opere legate al cibo possono essere inoltre racchiuse in una sorta di movimento a sé, denominato Eat Art.
Nel 1968 Spoerri apre a Dusseldorf un suo ristorante nel quale serve cibo preparato da lui stesso. Nel 1970 apre nei locali sovrastanti la Eat Art Gallery dove espone i suoi lavori realizzati attraverso gli oggetti e gli scarti lasciati dai clienti. Nello stesso anno si svolge l’anniversario del Nouveau Réalisme e per l’occasione, primo caso nella storia dei movimenti artistici, viene celebrato anche il suo funerale ufficiale. Nonostante i caratteri che legavano i vari artisti, ben presto ognuno si dedica al prosieguo della propria carriera individuale, staccandosi poco alla volta da quelli che erano i caratteri fondanti del movimento. Sarà Daniel Spoerri ovviamente a organizzare una grande Ultima Cena o Banchetto funebre dei Nouveaux Réalistes, offrendo a ciascuno dei membri del gruppo una specialità culinaria ispirata alle proprie opere.
Fonti:
– P. Restany, Manifeste des Nouveaux Réalistes, Éd. Dilecta, Parigi, 2007;
– F. Alfano Miglietti, Per-corsi di arte contemporanea, Skira, Milano, 2011;
– R. Barilli, L’arte contemporanea. Da Cézanne alle ultime tendenze, Feltrinelli, Milano, 2005.