In Italia, tra le colline toscane, c’è una tenuta, che ha non solo molta storia alle spalle, ma da sempre l’Arte è stata protagonista in essa: stiamo parlando della Tenuta Nittardi, prima acquistata da Michelangelo Buonarroti, ora tenuta della famiglia Femfert, che tuttora la rende centro propulsore dell’arte contemporanea grazie alle sue iniziative.


Jessica: Ho letto sul vostro sito, che questo binomio è nato dalla passione dei suoi genitori, fondatori di questa azienda. L’espressione artistica in questa maniera si duplica, poiché viene espressa esteticamente dall’etichetta, ma la ricercatezza del sapore, la pienezza del vino sono la seconda scoperta non appena dall’apprezzamento visivo, si passa a quello gustativo. Come è nata questa idea?
Léon: Nittardi è una tenuta storica, la casa padronale è del 12esimo secolo e all’epoca si chiamava Villa Nectar Dei. Nel Rinascimento, nel 1549, Michelangelo Buonarroti acquista la fattoria già conosciuta con il nome Nittardi dalla chiesa e incarica il suo nipote Lionardo Buonarroti di gestire la proprietà avviando la produzione vinicola. Nel 1981 sono arrivati i miei genitori, mio padre Peter è un gallerista d’arte tedesco, mia madre Stefania una storica veneziana. Si innamorano subito del luogo e della sua storia. L’idea del binomio vino/arte è nata in modo molto naturale un po’ per passione di famiglia un po’ per rendere omaggio a Michelangelo e per raccontare la storia così speciale dietro a questo luogo e vino.



J: Gli artisti vengono invitati a fare due opere, una che sarà la carta seta che riveste la bottiglia, l’altra che invece sarà l’etichetta stessa del chianti classico. Come scegliete gli artisti?
L: Grazie ai contatti di Peter, che lavora da più di 40 anni come gallerista e mercante in un panorama d’arte internazionale, scegliamo gli artisti tra quelli che sentiamo più nostri. Chiaramente deve piacerci la loro opera ma è anche importante che ci sia un feeling di stima personale e che loro si appassionino al progetto Nittardi. Per fortuna le due cose molto spesso vanno di pari passo: con molti artisti c’è un legame di amicizia forte e una corrispondenza vivace di progetti legati alla nostra terra in varie sfaccettature. Molti artisti, alcuni dei quali ci hanno lasciato hanno lasciato le loro opere e le loro idee sono ancora ben presenti a Nittardi, erano antesignani ecologici, ai tempi in cui nessuno ne parlava, e propulsori di concetti di bellezza inseriti nel territorio agrario. Alcuni degli artisti più interessanti con cui abbiamo collaborato in questi 35 anni ricordo Hundertwasser, Corneille, Igor Mitoraj, Yoko Ono, Mimmo Paladino, Gunter Grass, Pierre Alechinsky, Dario Fo, K.O. Götz, Allen Jones e Mikis Theodorakis, il 95enne musicista e intellettuale greco, autore dell’ultima etichetta annata 2017.
J: Lasciate piena libertà agli artisti o date delle direttive? In particolare per loro non credo sia possibile assaggiare il vino imbottigliato che andranno a “completare”, avete modo di aiutarli nella loro creazione artistica proponendo altre vostre specialità vinicole?
L: Gli artisti di regola vengono a Nittardi prima di creare le due opere e trascorrono un po’ di tempo qui, vivono Nittardi, il nostro territorio così speciale, la nostra gente, si immergono nei nostri tempi di vita e di lavoro, assaggiano i vini incluso anche la loro annata ancora in botte, e sicuramente ognuno con la propria identità pittorica trae ispirazione dalla nostra zona – il Chianti – come si può vedere in molte etichette. Però noi non diamo delle direttive concrete. Lasciamo libertà agli artisti, non diciamo all’artista l’annata è stata particolarmente piovosa facci delle opere buie oppure è stata una stagione calda e bella vogliamo delle opere solari. Mi sembrerebbe limitante e non rappresenta lo spirito del nostro progetto. L’artista è sempre libero di esperimersi, con ogni tecnica, con ogni idea, con collage, testi poetici, pentagrammi musicali, l’unica direttiva che diamo è quella delle misure e del formato.

J: Sono cresciuta in una regione dove il vino non manca, in Friuli, e ricordo la ricercatezza di alcune etichette in particolare quando si parla di vini della zona, come per esempio il Ramandolo, vino prodotto esclusivamente nel mio paese. Vista e gusto si compensano e compenetrano, sia il palato, che il nostro sguardo hanno soddisfazione osservando e assaggiando le vostre bottiglie. Sono rimasta affascinata dal vostro progetto perché la bellezza sta proprio nella diversità: ogni anno il sapore e l’opera cambiano diventando quasi una nuova storia da raccontare. La bottiglia racchiude non solo la nostra situazione artistica, ma racconta anche il territorio e l’anno stesso, specchio della nostra situazione attuale. È una lettura corretta?
L: Domanda difficile, provo a riallacciarmi a quello che stavo dicendo prima: l’etichetta dovrebbe essere sempre in sintonia con il contenuto della bottiglia. Ogni annata è peraltro diversa, come sono diverse le condizioni climatiche, gli umori e le persone che hanno lavorato, le situazioni anche sociali e ambientali, e dunque c’è una varietà di aromi, profumi e anche di contributi artistici sempre diversi. La produzione delle nostre bottiglie artistiche è impegnativa, molto limitata ma risponde alla nostra volontà di declinare la triade lavoro, territorio e bellezza in unico messaggio: quello in bottiglia.


J: Oltre a questa iniziativa, avete anche una bellissima tenuta che fu proprietà di Michelangelo e l’avete impreziosita con delle sculture sistemate nel vostro giardino. È visitabile per chi viene nella vostra tenuta? È sempre un’idea iniziata da suo padre?
L: Sia la nostra cantina che il nostro giardino delle sculture con 45 opere sono visitabili su prenotazione. Il bello della nostra zona è anche la natura incontaminata visto che siamo circondati da centinaia di ettari di bosco che permettono anche bellissime passeggiate.
J: Purtroppo le opere dovevano essere esposte questo mese a Milano alla Galleria Spirale, avete trovato un modo alternativo creando una mostra online oppure verrà tutto rimandato?
L: Si, la mostra con 70 opere è stata rimandata all’autunno, mentre online stiamo caricando sul nostro sito e sui nostri canali social video e live che raccontano la vita che continua a Nittardi, stagione dopo stagione, perché la natura non si ferma mai!
J: Grazie mille della disponibilità e di averci fatto scoprire la vostra tenuta e questa preziosa realtà. Per i più curiosi, vi lasciamo il link con cui potete accedere alla tenuta e fare un giro inebriante tra vino e natura: http://www.nittardi.com













