Il caso Trumbo

La storia è la filosofia preposta a guardare il passato per non compiere gli stessi errori nel futuro. Rivediamo le azioni e i pensieri dei nostri avi, acquisendo sempre più facoltà di noi stessi. È la coscienza collettiva quello che muove tutto lo studio del passato. Comprendiamo di non essere perfetti, di essere colpevoli delle peggiori atrocità che la Natura possa concepire nella sua realtà. È un processo continuo di agnizione comune.

di Lorenzo Carapezzi

Episodi vicini al nostro presente, come la Grande Depressione, la Seconda Guerra Mondiale e subito dopo la Guerra Fredda, esistono ancora nelle nostre coscienze come segnale di allarme verso un mondo il quale vocabolario non contiene i termini “democrazia”, “libertà” e “coesistenza”. L’uomo non è riuscito a strappare queste pagine solo dalla storia comune, ma anche dal mondo artistico e il cinema non fa eccezione . Hollywood, la casa natale del cinema classico, ha avuto la sua pagina storica buia, o per meglio dire nera. In un’epoca fatta dalla sola combinazione di comunisti e anticomunisti non può esserci una fazione di mezzo. Una tipica storia tra buoni e cattivi, senza esclusioni di colpi. Ed ecco che in un’America fatta di capitalismo e forte timore verso il comunismo, anche Hollywood si schierò da una parte.

Manifesto contro i comunisti da parte di Hollywood
Manifestazione contro la black list

Il 29 giugno del 1949, William R. Wilkerson, fondatore di “The Hollywood Reporter”, pubblicò una rubrica intitolata “Un voto per Joe Stalin”, contenente una lista piena di nomi di artisti, produttori e tecnici accusati di favoritismo al comunismo staliniano, che andarono contro la società americana cinematografica e politica, favorendo argomenti marxisti usati come strumento ideologico per l’educazione di bambini e normali cittadini .  Le tensioni contro i presunti comunisti si intensificarono ancora di più con l’arrivo della guerra di Corea (1950-1953), tant’è che il 25 giugno dell’anno successivo al Voto di Stalin fu pubblicato “Red Channel’s”, un opuscolo contenente 151 nomi, soprattutto di sceneggiatori, accusati di essere “fascisti rossi”, invitando le produzioni e le distribuzione a impedire di dare lavoro e possibilità di contagiare le menti del pubblico a tutti questi “assassini della democrazia”. Questa lista verrà poi rinominata e ricordata fino ad oggi come “Lista di Billy”, rifacendosi al soprannome di Wilkerson. Sceneggiatori, registi, attori e gente del settore si ritrovò improvvisamente senza lavoro o costretti a lavorare sotto falso nome, soprattutto gli sceneggiatori, i quali potevano lavorare da casa, continuamente spiati e controllati dall’intelligence statunitense. Quest’ultimi, riuscirono a farsi continuamente scritturare da registi e produttori consapevoli del malsano pensiero di terrore nei loro confronti. I casi più eclatanti di questo licenziamento e allontanamento di massa furono quelli presieduti dall’amato e gigante Walt Disney, il quale confermò la reale pericolosità del comunismo all’interno degli studios, e dalle azioni di Ronald Reagan, futuro presidente degli Stati Uniti, ancora presidente della Screen Actors Guild, il sindacato statunitense per eccellenza, rappresentando più di 160000 attori di cinema e televisione.  Reagan affermò che una piccola cricca all’interno del suo sindacato stava usando “tattiche filocomuniste” nel tentativo di orientare la politica.

Donald Trumbo (1905-1976)

Solo a partire dal 1960 la lista perderà importanza, facendo crollare la struttura anticomunista formatasi e accresciuta in soli dieci anni. Sarà il maestro della tensione, Alfred Hitchcock, a dare un primo segno di speranza per i “cattivi”, assumendo per il suo programma televisivo “Alfred Hitchcock presenta” l’attore Norman Lloyd come produttore associato. Ma il caso più eclatante fu la figura di Donald Trumbo, sceneggiatore all’epoca di film come “Ho sposato una strega” diretto da René Clair e del film omaggio all’Italia “Vacanze romane” con una strepitosa Audrey Hepburn.  Inserito nella lista dei “Dieci di Hollywood”, indicativa di quali fossero i comunisti più pericolosi da allontanare immediatamente, Trumbo riuscirà a riscattarsi in segreto riuscendo a conquistare due Oscar alla migliore sceneggiatura (allora denominato “Miglior soggetto”) sotto falso nome. Solo quando si scoprirà di essere stato lo sceneggiatore di “Exodus”, altro film tanto bello quanto di successo, il pubblico americano comprenderà le grandi doti di Trumbo e di molti artisti bloccati e allontanati. Trumbo rivedrà per la prima volta il suo nome scritto sulla pellicola grazie al maestro Stanley Kubrick con il film “Spartacus”, interpretato dal grande Kirk Douglas. Sarà proprio quest’ultimo a voler accanto a sé la “cattiva” penna comunista.
Re-introdotto ufficialmente nel mondo cinematografico, Trumbo sfornerà capolavoro su capolavoro, sia in veste di sceneggiatore che in quelle di regista, fino alla sua morte, il 10 settembre 1976. Trumbo non deve essere ricordato solo come un artista di grande talento, con una spiccata fantasia nel creare storie, ma anche come uno dei tanti simboli della libertà d’espressione e di pensiero ideologico.
La storia di Donald Trumbo e gli altri “amiconi di Billy” ci fanno comprendere l’importanza e l’immensa bellezza nel leggere, comprendere ma soprattutto applicare l’articolo 3 della Costituzione italiana: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Parole che dovremmo leggere ogni giorno appena svegli, per ricordarci che non esistiamo solo noi.

Fonti:

-Hollywood Reporter:
https://www.hollywoodreporter.com/features/blacklist-thr-addresses-role-65-391931

-Manifesto contro i comunisti:
https://simple.wikipedia.org/wiki/Hollywood_blacklist