Sirene, suonatori di flauto e orche

di Andrea Ferro

Tra le spiagge dorate della Thailandia, si narrano eventi di cruda violenza ed è così che isole vergini si ritrovano a fare da sfondo a racconti epici di passioni e vendette.

Ko Samed è una piccola isola che fa parte di un arcipelago situato al largo della costa orientale del golfo della Thailandia. Le sue bellissime spiagge sono una grande attrazione per i turisti stranieri e per i residenti della vicina Bangkok. Quando si visita l’isola, c’è una buona probabilità di vedere alcune statue che raffigurano un principe che suona il flauto, una sirena e un’orca. Mentre i thailandesi conoscono bene la storia riguardante questi personaggi, i turisti si domandano perché siano così importanti

Il suonatore del flauto è il Principe Aphai Mani, l’eroe di una poema epico scritto da uno dei poeti più amati e rispettati della Thailandia, Sunthorn Phu, che visse nel XIX secolo. Alcune delle opere di Phu sono diventate molto popolari perché rappresentano, con un linguaggio molto semplice, il folklore thailandese. In particolare, quest’opera è oggi considerata un vero e proprio tesoro nazionale. Phu ha ambientato parte dei 30.000 versetti dell’epopea proprio sulle rive di Ko Samed, che può essere orgogliosa di essere stata scelta, tra centinaia di isole, dal grande poeta. Le statue del principe e della sirena rendono omaggio alla poesia di Phu aggiungendo fama e fascino a questa bellissima isola.

La fantasiosa trama segue il principe Aphai Mani mentre fugge da suo padre, re dell’antico Siam. Il sovrano è arrabbiato con il figlio per la sua dedizione a un flauto magico, il cui suono è in grado di addormentare e addirittura uccidere le persone, invece di aiutarlo nella gestione del regno. Purtroppo, il principe fugge nelle braccia di un’orca trasformata in una bella fanciulla, Nang Phisua Samut, che vive nelle profondità del mare. Dalla relazione nascerà un figlio, chiamato Sinsamut.

Quando Aphai scopre che Nang è un’orca, prende suo figlio e scappa, con Nang che lo insegue desiderosa di una feroce vendetta. Aphai e suo figlio sono salvati da una sirena che li porta a Ko Kaew Phitsadan (“Magica isola di cristallo”), che è il nome originale di Ko Samed. Su questa isola paradisiaca, il principe si innamora di una sirena e generano un figlio di nome Sutsakhon. Ma, purtroppo non è finita qui, come sempre in ogni storia d’amore, qualcosa non fila liscio. Un giorno una nave che passa dall’isola darà inizio a una nuova serie di eventi fantastici, avventurosi e di cuori infranti.

L’autore, Sunthorn Phu (1786-1855), e’ nato a Bangkok nel 1786 e ha lavorato come poeta e scrittore alla corte dei reali thailandesi. La sua vita ebbe molti alti e bassi, con trascorsi nell’abuso di sostanze alcoliche. Arrestato per il suo coinvolgimento in una rissa nel 1821, Sunthorn Phu iniziò a scrivere il suo poema in prigione. Ci vollero due decenni prima che la storia fosse completata.