La spada di San Galgano (Toscana)

di Silvia Michelotto

Tutti conosciamo la storia di Re Artù e della Spada nella Roccia e almeno una volta nella nostra vita abbiamo sognato di estrarla quella e divenire re d’Inghilterra. Ma un viaggio fino alla terra di Merlino potrebbe essere leggermente scomodo, soprattutto in questo periodo d’emergenza, ma la Toscana è sicuramente più vicina!

Una delle regioni più belle della nostra Penisola, ricca di storia, arte e buona cucina, senza contare che è baciata dal mare e ospita meravigliose colline e montagne. Tra i luoghi più visitati ci sono sicuramente gli Uffizi di Firenze, la Piazza dei Miracoli di Pisa, Piazza del Campo a Siena…ma usciamo leggermente da quest’ultima città per andare in un luogo veramente suggestivo e adatto a foto mozzafiato, ma soprattutto dov’è conservata la Spada nella Roccia toscana.

la chiesa scoperchiata di San Galgano, vicina a Siena

Tra le colline di Chiusdino troviamo un luogo che vede la sua origine mischiarsi con la leggenda, l’Eremo di Montesiepi, e la sua suggestiva Abbazia di San Galgano.

La prima struttura fu realizzata intorno alla fine del 1100 dopo la conversione di San Galgano. Cavaliere coraggioso, violento e dissoluto, dopo l’ultima ventura decide di abbandonare la sua città natale, Chiusdino, per trovare la pace e il perdono nella fede come eremita. Si recò, quindi, nella zona periferica della città e conficcò la spada nella roccia per usarla come croce a cui rivolgere le sue preghiere. Intorno a questo strambo simbolo di fede fu realizzato l’Eremo, un modo per proteggere la reliquia da tutti coloro che provarono a rubarla, nonostante estraendola non si diventi re, come nel caso della spada inglese. Però, sembra che provare a rimuoverla non sia una bella idea: uno di coloro che provò a rubarla fu assalito da lupi selvatici che lo sbranarono, lasciando solo le mani che, imbalsamate, fanno la loro bella mostra nell’Eremo. 

la spada conficcata nella roccia all’interno della chiesa di San Galgano

La spada adesso è conservata sotto una teca di vetro in quanto l’ultimo che provò ad estrarla danneggiò il metallo. Ovviamente ci furono anche dei dubbi che la spada fosse realmente conficcata nella roccia ormai quasi un millennio fa, ma alcuni studi hanno dimostrato che la forgia e la lega del metallo utilizzati sono compatibili con quelli utilizzati in quel periodo.

In onore del santo, che si dedicò alla vita eremitica intorno al 1170, fu costruita dai certosini nella prima metà del Duecento l’omonima Abbazia. Di questa struttura rimane solo la parte in muratura, mentre i paramenti e il tetto sono scomparsi a causa delle intemperie, l’incuria e ai furti. Anche se ci sono queste numerose lacune quello che rimane ci colpisce senza ombra di dubbio: possiamo osservare senza ostacoli la sua eleganza e le sue forme architettoniche, rendendoci conto di quanto queste struttura millenaria siano un meraviglioso capolavoro dell’architettura Medievale.