In piemontese si dice “Turin” (Piemonte)

di Elena Melloni Gandolfi

Una delle città più belle e suggestive d’Italia è Torino, difatti in questa città convivono monumenti e luoghi antichi di età medievale, rinascimentale, barocca, neoclassica e in stile Liberty, per questo viene considerata uno dei più grandi poli artistici, scientifici e culturali del nostro Paese.

Di particolare interesse nella parte collinare della città troviamo Villa della Regina costruita nel seicento, precisamente nel 1615, progettata dall’orvietano Ascanio Vittozzi (1539 – 1615) e realizzata dagli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte per volere del cardinale Maurizio di Savoia e successivamente  sempre di proprietà sabauda.

Villa Giulia dall’alto

In un primo momento era  conosciuta come Villa Ludovica, in onore della giovanissima moglie dello stesso cardinale che per lei aveva rinunciato alla porpora, nel settecento quando passò alle regine sabaude fu battezzata con il nome che usiamo ancora oggi, Villa della Regina. Per accedervi si percorre un lungo viale finché non ci si scontra con il Gran Rondeau, una piazza – terrazza a forma ellittica formata da una doppia scala che racchiude uno spazio con al centro una fontana, sui bordi sono presenti dodici statue raffiguranti divinità marine mentre in mezzo si staglia un Nettuno marmoreo. Al termine della scalinata troviamo un piazzale di forma rettangolare e alla fine di esso sul fondo uno scalone con la Vasca della Sirena, chiamata così perché al centro della vasca, si erge una statua con la forma di questa creatura. La facciata della Villa è suddivisa in tre parti: la facciata è composta da un corpo centrale, da cui si sviluppano le due ali, simmetriche, questo, più aggettante, sembra proseguire otticamente fino all’esedra semicircolare, che incorona il muro di cinta. Questo presenta venti nicchie occupate da altrettante statue ed al centro un’altra vasca. Ma attenzione: al centro dell’esedra  si apre un’altra scalinata che porterà ad un’altra vasca ancora antistante la Grotta del Selvaggio, il cui nome deriva dalla statua del Re Selvaggio, appunto,  poco distante.

Intanto la scalinata continua fino al Belvedere Superiore, la parte più alta sia del giardino che della Villa stessa, alla cui base sorge la Fontana del Mascherone alimentata dalla Cascatella della Naiade che conduce l’acqua verso tutte le altre fontane.

Belvedere

A destra della facciata si trova il Padiglione dei Solinghi di due piani ma non si nota molto perché seminascosta dal bosco. Per finire la facciata della Villa, non bisogna dimenticare il tetto formato da una balaustra a forma di U composta di sei statue e dietro il Palazzo un immenso giardino su tre livelli divisi da filari di bosso.

Visto il meraviglioso esterno della Villa si è sempre trattato poco dell’interno, di cui abbiamo giusto qualche informazione a livello artistico: ritroviamo affreschi nella sala principale di Corrado Giaquinto e Giovanni Battista Crosato. Nelle sale vicine ci sono i quattro Gabinetti cinesi in legno dorato e  la Sala di Anna Maria di Orleans famosa per il soffitto verde.

Non si sente parlare tanto di Torino ma è una città italiana assolutamente da visitare, soprattutto per la sua ricca storia oltre che per l’arte, non dimentichiamo che è stata capitale del Regno delle Due Sicilie e vanta uno dei più antichi musei egizi, secondo solo a quello del Cairo e infine non dimentichiamo che Torni è nota per essere “Città italiana del cioccolato”.