Il ponte della pace

di Andrea Ferro

Bellissimo e futuristico, progettato da un artista italiano e inaugurato nel 2010, il Ponte della Pace è costruito in vetro e acciaio per evidenziare l’attraversamento del fiume Mtkvari dove un tempo passava la via della seta. Il moderno strizza l’occhio all’antico in un grande progetto di riqualificazione della città che sta aprendo Tbilisi a un turismo di sempre maggiore e di qualità. 

Un ponte è per definizione un’architettura simbolica, poiché luogo e strumento di raccordo tra due punti, differenti e distanti, che tramite un monumento celebrano la loro unione. Quando andai in Asia, ricordo di aver dovuto attraversare numerosissimi ponti dell’amicizia, come quello tra Thailandia e Birmania, costruiti proprio per celebrare il legame tra popoli diversi. Ecco, il Ponte della Pace, progettato dall’architetto italiano Michele De Lucchi per la città di Tbilisi, si trova sul fiume Mtkvari e connette il più antico quartiere di Bericoni con quello più moderno di Rikhe, oggetto di un recente piano di sistemazione e ammodernamento che ha attirato maestranze internazionali da tutto il mondo.
 
Città dal controverso e piuttosto travagliato passato recente e dai molteplici  gruppi culturali ed etnici, la capitale della Georgia cerca una propria via per affermare la propria identità, combinando insieme lo slancio audace e la proiezione verso la modernità del suo sviluppo urbanistico e architettonico con il paesaggio circostante. Nel punto dove sorge il Ponte della Pace, il fiume divide il centro urbano creando una frattura tra il nucleo storico a Ovest e il parco a Est, da cui ha inizio la nuova Tbilisi. Monumento al dialogo tra presente e passato, il ponte è composto da una passerella pedonale e da una copertura con profilo sinusoidale che sembra sospesa: non ha infatti altri appoggi se non i quattro pilastri sulle rive del fiume che sorreggono la struttura.


La copertura, elemento di incontro tra architettura e ingegneria, appare come un’unica membrana, frutto di una struttura di tubi di acciaio e di elementi in vetro di forma triangolare. La sua forma a guscio, riconoscibile icona cittadina, è in grado di catturare immediatamente l’attenzione dei numerosi turisti.
 
Al centro del ponte si crea una “piazza” da cui i cittadini e i turisti possono godere di un punto di vista privilegiato su Tbilisi, un ideale luogo di incontro, intrattenimento e scambio culturale. Così dal Palazzo del Presidente, dalla Cattedrale o dai quartieri periferici che si estendono lungo la valle, il ponte è segno di riferimento e simbolo visivo per l’orientamento nella città.

La costruzione risulta ancora più suggestiva di notte, quando un apparato interattivo di 30.000 lampade Led e 240 sensori installato sulla copertura e sulle balaustre dal light designer francese Philippe Martinaud anima la struttura con sofisticati giochi di luce e la trasforma in una sorta di Tour Eiffel orizzontale che si distende sull’acqua.