Se siete andati a Firenze incuriositi da questo video pubblicato dall’artista Giacomo Costa, siete sicuramente rimasti delusi dal constatare che la statua non c’è più.
Il video girato dallo stesso Costa in piazza della Signoria vede vicino alla riproduzione del David di Michelangelo un nuovo monumento, che lui stesso dice chiamarsi il Monumento al turista scomparso, che insieme all’opera michelangiolesca controlla e scruta l’orizzonte come custode della porta del Palazzo Vecchio. Ahimé amici, non è colpa vostra, ma della statua stessa, che non è mai esistita!

Ahimè, amici….non c’è mai stata! Un cambio di programma inaspettato. Ebbene sì…. oltre a non essere mai stata nella città gigliata non è mai nemmeno esistita. Quest’opera è l’ultima di una lunga serie di lavori in realtà virtuale dell’artista Giacomo Costa che da sempre utilizza i mezzi digitali per giocare tra sensibile e digitale, tra vero e verosimigliante tirando in inganno i malcapitati. Insomma la statua non esiste, è stata creata volutamente al computer per trarre in inganno gli internauti , che interessati alla notizia hanno creduto, senza ricercare altre fonti o tipo di conferme, alla sua esistenza e alla possibilità di farsi un selfie con la statua che si fa i selfie!

In questo periodo dove non sono mancate le polemiche per l’arte contemporanea che dialoga con la città (basti pensare ai lupi di Liu Ruowang installati in Piazza Pitti e Piazza Santissima Annunziata), Costa decide di riportare i turisti a Firenze racchiundendoli in una statua, che riprende essi nelle tipiche posizioni vacanziere, ovvero le posizioni da selfie! La nota divertente è anche il far notare come la gente crede a tutto ciò che vede, ma questa statua è solo l’ultimo esempio! Durante il lockdown, Costa, ha realizzato un video con un drone dal titolo #dovevirestareacasa in cui, un laser distruggeva macchine e i malcapitati al loro interno. Chiaramente esso era una pura finzione a cui, però, molti hanno creduto e questo è valso a Costa molte denunce e il dover spiegare i suoi trucchi tecnologici a chi non aveva capito il messaggio e aveva solo guardato senza pensare.
Ferragni, lupi, statue che non esistono, direi che quest’anno l’arte a Firenze ha dato il suo filo da torcere a chi non crede nel dialogo tra arte moderna e contemporanea, soprattutto innovazione, dinamicità, stare al passo con i tempi. Chissà forse è la volta buona che si ricrederanno?