Bologna la dotta (Emilia Romagna)

di Elena Melloni Gandolfi

Bologna è una delle città più semplici da visitare, parlo da bolognese, è davvero impossibile perdersi, le strade di Bologna si dipanano come raggi di una grande ruota con al centro il fulcro della città, le due torri: la Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda.

Ma Bologna è famosa soprattutto per essere l’unica città al mondo ad avere i portici,lunghi quasi 40 km sia all’interno della città,dentro le mura, sia all’esterno.

I portici costruiti nel Medioevo sono “orfani”, nel senso che ancora oggi non è chiara la loro origine, anche se nel tempo alcuni studiosi  hanno cercato una spiegazione: probabilmente furono realizzati per esigenze militari per restringere le strade o per esigenze abitative, visto il grande afflusso di studenti universitari italiani e stranieri.

Anticamente, probabilmente i portici servivano ad unire le case creando così lunghi passaggi coperti per salvaguardare le persone dal transito di carri e cavalli e consentire una sosta tranquilla davanti alle botteghe, favorendo il commercio.

I primi portici, alti circa 2,66 metri cioè l’altezza di un uomo a cavallo,erano in legno: il soffitto formato da consistenti travature, da un lato si posava al muro della casa mentre dal lato opposto  le colonne erano in legno di quercia. In alcuni parti della città, come nelle nove case medievali si possono ancora ammirare questi portici in legno.

portici in legno in piazza della mercanzia

Nel centro storico troviamo Casa Reggiani, la casa più antica; con il portico più alto della città a colonne quadrangolari, Casa Isolani, chiamato “Il Portico delle tre frecce” perché nel soffitto vediamo conficcate tre frecce che si narra fossero l’esito di un combattimento avvenuto nel Medioevo ma le notizie non sono certe.

La stessa Casa Isolani si affaccia dal lato opposto su quella che io considero una tra le più belle piazze medievali italiane: Piazza delle “Sette Chiese”, il complesso della Basilica di Santo Stefano che comprende, la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Basilica dei Santi Vitale e Agricola, la Chiesa della Trinità, la Chiesa della Madonna di Loreto,  tutto veramente molto suggestivo.

Piazza delle sette chiese

 Vicino si trovano il portico ligneo a travi di Palazzo Grassi, il portico massiccio del XIII secolo di Casa Seracchioli  e a poca distanza l’altra Casa Seracchioli, del XIV secolo, il cui portico andò distrutto ma fu successivamente  ripristinato rispettando il progetto originale. Ancora il portico a colonne di quercia di Casa Rubini in stile gotico. Infine i semi-portici di Casa Castellani e Case Schiavina, mentre l’ultimo esempio di portico in legno è quello di Casa Gombruti, dopo di ché i portici verranno costruiti in muratura.

Il portico in muratura più famoso è il  Portico del Pavaglione vicino alla piazza principale della città, Piazza Maggiore, il nome deriva dal padiglione esterno al loggiato  dove un tempo, quando Bologna era famosa per la seta, si vendevano i bozzoli di questo tessuto. Altro portico in muratura è  il Portico dei Servi di forma quadrangolare.

Come detto precedentemente i portici non li troviamo solo all’interno della città ma anche in alcune parti esterne alle mura come il Portico della Certosa costruito nel 1811, il Portico del Ricovero del 1667 e il Portico di San Luca con le sue 666 arcate, che potrebbero far pensare a misteri esoterici ma in realtà non c’è alcun collegamento, lungo quasi quattro chilometri che porta al Santuario di San Luca posta sul colle della Guardia che domina Bologna.

portico in muratura di via Farini

Col  tempo i portici si sono trasformati in un “salotto” dove le persone possono incontrarsi e scambiarsi qualche parola, quando piove, senza l’uso dell’ombrello.

Oggi i portici per la loro bellezza e maestosità sono stati candidati come patrimonio dell’Unesco.

Beh vi aspetto a Bologna sotto i portici per andare insieme a gustare un ottimo piatto di tortellini in brodo come vuole la tradizione bolognese!