Considerata una tra le più belle città al mondo, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO: Venezia, è una città unica nel suo genere, i suoi edifici sembrano emergere dalla stessa laguna.
Tanta è l’architettura dei suoi palazzi che si può ammirare, in particolare il Gran Teatro La Fenice in stile neoclassico, principale teatro lirico di questa città.

Il nome, La Fenice, è legato all’immortale uccello mitologico raccontato nelle Storie di Erodoto che risorge dalle proprie ceneri, la sua rappresentazione, in quanto emblema dell’edificio, si può trovare ai lati dell’intestazione di esso e appeso al fregio del colonnato dell’atrio. Essa rinasce dalle ceneri, proprio come ha fatto l’edificio stesso una volta bruciato involontariamente nel 1863 e una seconda invece per cause dolose nel 1996.

In un primo tempo appartenuto alla famiglia Grimani, venne ceduto alla Nobile Società dei palchettisti e in seguito ai nobili Venier. La Società si propose di costruire un nuovo teatro che recasse lo stesso nome, Gran Teatro La Fenice.
Per la nuova costruzione fu istituito un bando che prevedeva: cinque ordini di palchetti con circa trentacinque di essi per ciascun ordine.
Tra i tanti concorrenti che parteciparono al bando per la costruzione, il vincitore fu l’architetto Giannantonio Selva, i lavori iniziarono nel 1790 e terminarono due anni dopo, il suo modello di teatro ancora oggi viene conservato.
Tra il 1825 e il 1828 viste le condizioni in cui giaceva il Teatro si rese necessario “il primo restauro” ad opera di Giuseppe Borsato. Devastato dal primo incendio del 1836 di cui abbiamo già accennato, il teatro fu ricostruito ad opera dei fratelli Tommaso e Giovan Battista Meduna. L’ultima ristrutturazione avvenne dopo l’incendio doloso nel 1996 si proponeva di ricostruirlo perfettamente identico al precedente.
Al piano terra si trova l’atrio ed il foyer da cui tramite lo scalone d’onore si giunge alle Sale Apollinee. Nel sottotetto si è ricreata una nuova sala aperta al pubblico con imponenti capriate lignee. La sala teatrale comprende i cinque ordini di palchi in legno, con uno degli accessi dall’ “entrata d’acqua” cioè dal rio antistante il teatro. Nel piano sottoplatea alcune sale prova per gli strumentisti consentono ai professori d’orchestra di accedere alla “fossa d’orchestra” evitando di ripassare dalla sala.

Infine la torre scenica è stata progettata contestualmente all’Ala Nord e dalla quale si accede al palcoscenico e dai vani vicini.
Nell’Ala Nord troviamo i camerini e i servizi mentre all’Ala Sud gli uffici e la Sala Nuova oggi chiamata Sala Rossi composta da una zona per l’orchestra e di un ballatoio a gradoni per il pubblico o i coristi.
Alzando gli occhi verso il soffitto a volta ci appare un cielo talmente leggero che sembra realmente aperto da rimanere senza fiato e tanto da immaginarsi per un momento di poterlo toccare con un dito.
Uno spettacolo nello spettacolo, impossibile non rimanere stregati dalla bellezza di questa città che merita tutta la nostra ammirazione.
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